Tre domande e una risposta, appena pochi giorni  prima della chiusura per ferie di Camera e Senato (che riapriranno il 5 settembre per le attività in Commissione, il 12 per l’Assemblea). Le ennesime interrogazioni su due temi, Afam e Licei Musicali, tuttora avvolti, per molti aspetti, nel mistero.

 

La deputata Federica Dieni (Movimento 5 Stelle) ha presentato l’ennesima interrogazione  (4-17438) facendo riferimento addirittura alla Giornata di Proposta e Protesta indetta dalle conferenze di presidenti, direttori e studenti dei conservatori statali e non statali il 13 febbraio 2016 (giornata nella quale si chiedeva con decisione «entro il 2016, un nuovo sistema di reclutamento, l’ordinamento di tutti i corsi di studio, la statalizzazione degli istituti musicali, l’incremento delle risorse»).

Si domanda in sostanza l’on. Dieni se «il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se, a partire dal febbraio 2016, siano state assunte iniziative nella direzione indicata dalle conferenze nazionali dei presidenti, dei direttori e dei presidenti delle consulte degli studenti dei conservatori statali e non statali, per il completamento del processo di riforma avviato dalla legge n. 508 del 1999 e per la valorizzazione, anche in termini di attribuzione di risorse, del sistema nazionale dell’Alta formazione artistica e musicale, costituito da conservatori, accademie e istituti superiori per le industrie artistiche».

 

Nel giorno di chiusura per ferie, proprio mentre anche deputati e senatori si accingono a affollare autostrade e stazioni ferroviarie, arriva invece la risposta di Gabriele Toccafondi alla deputata Annalisa Pannarale (SI-SEL-POS) e alla sua interrogazione 5-12051, nella quale si chiede conto della situazione paradossale dei vincitori di concorso per i Licei Musicali: «nonostante siano i primi e gli unici ad aver vinto un concorso per l’insegnamento delle discipline caratterizzanti dei licei musicali, – scrive l’interrogante – non solo non possono ancora essere assunti a causa della mancata autorizzazione delle cattedre in organico di diritto, ma nemmeno riescono ad accedere alle supplenze su quei ruoli stante il perdurare di regole per l’assegnazione degli incarichi annuali ormai obsolete, e che trovavano la loro giustificazione giuridica e amministrativa nell’assenza di graduatorie specifiche».

Questa la risposta del sottosegretario:

«Come già noto, azione propedeutica all’assegnazione dei docenti di ruolo sulle cattedre in argomento è la definizione dell’organico di diritto delle relative classi di concorso, ovvero la A-53 (storia della musica), A-55 (strumento musicale, suddivisa per gli specifici strumenti), A-63 (tecnologie musicali) e A-64 (teoria, analisi e composizione). 
Tale organico è stato formalizzato per la prima volta per l’anno scolastico 2017/2018, in quanto le medesime classi di concorso sono state individuate soltanto attraverso il decreto del Presidente della Repubblica n. 19 del 2016. 
Il Ministero ha dato indicazioni a tal fine con nota del 15 maggio 2017, contenente le istruzioni operative per la formazione degli organici per l’anno scolastico 2017/2018, nelle more della trasmissione dello schema di decreto ministeriale recante l’adeguamento dell’organico dell’autonomia per il triennio 2016/2019. 
La citata nota riporta le modalità per la formazione delle cattedre riferite alle sopra richiamate classi di concorso e precisa, altresì, che i posti del potenziamento delle discipline caratterizzanti questo corso di studi costituiranno comunque nuovi posti di organico di dette discipline, utilizzabili per le relative operazioni di mobilità professionale e di immissione in ruolo. 
Ulteriori precisazioni sono state diramate con successiva nota direttoriale del 19 maggio 2017 relativamente alle operazioni di mobilità professionale, in particolare per quanto riguarda la necessità di garantire la formazione del maggior numero di posti interi e l’individuazione del personale destinatario dei passaggi secondo le procedure stabilite con il contratto collettivo nazionale integrativo sulla mobilità e utilizzando le corrispondenti graduatorie. 
Pertanto, sono stati istituiti circa 1.700 posti interi (circa 600 sono invece gli spezzoni che non si possono ricondurre a cattedre intere), dei quali più di 1.000 occupati con la mobilità professionale (ovvero con il passaggio degli insegnanti di ruolo che già vi insegnavano). I rimanenti posti sono, quindi, destinati ai vincitori dell’ultimo concorso. 
Per rispondere, quindi, al suo quesito, si riferisce che per il prossimo anno scolastico 2017/2018 per le classi di concorso afferenti le discipline dei licei musicali sono state destinate n. 718 immissioni in ruolo [questo il decreto del 26 luglio], che avverranno in tempi congrui per un corretto avvio d’anno. Per la precisione, le immissioni in ruolo sono già in corso, a partire dal 31 luglio, in tutte le Regioni, secondo i diversi calendari degli Uffici scolastici regionali, e termineranno l’11 agosto
In proposito, si vuol ribadire che l’impegno del Ministero in questo settore è significativo. Si consideri che, per le sole materie caratterizzanti per i 131 licei ad indirizzo musicale attualmente censiti, si riscontra una media di un docente ogni 7 alunni».

L’on. Pannarale replicando evidenzia che i 1.700 posti citati nella risposta, costituiscono indubbiamente un numero ragguardevole, ma trattasi sempre di posti sparsi su tutto il territorio nazionale, mentre il concorso era stato svolto su base regionale. Rileva, inoltre, che 600 spezzoni di cattedre siano troppi e che andrebbe trovato il modo di ricondurne almeno una parte a cattedre intere. Quanto, invece, alle 718 immissioni in ruolo, ritiene che il numero non rispecchi il fabbisogno che era stato evidenziato nel bando di concorso e che, pertanto, qualcosa è stato mal calcolato. Aggiunge che i docenti più penalizzati dalla «giungla» delle stratificazioni normative sono quelli di storia della musica e degli strumenti musicali meno affermati e diffusi. Ricorda che questa categoria di docenti, pur essendo già in possesso di abilitazione ha anche vinto un concorso e ancora oggi non può sapere quando raggiungerà l’immissione in ruolo. Le norme capestro sulla mobilità allontanano sempre di più la certezza del diritto al lavoro di queste persone».

La senatrice Enza Blundo (Movimento 5 Stelle) ha invece presentato come prima firmataria il 19 luglio un’interrogazione (3-03894) nella quale si osserva come il D. L. 60 del 2017, recante Norme sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della creatività favorirebbe «nell’ambito della scuola pubblica solo l’insegnamento degli strumenti più conosciuti, come pianoforte, chitarra e percussioni, trascurandone altri come arpa, fagotto, corno, tromba, oboe, trombone, tuba, viola, contrabbasso», anche in virtù dell’assenza di una vera e propria “filiera musicale” per alcuni strumenti. Chiedono pertanto la senatrice Blundo e gli altri interroganti:

«se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda tempestivamente adottare per garantire il diritto allo studio anche a quegli studenti che manifestano il desiderio di iscriversi a classi di strumento non presenti sul territorio nazionale ovvero, alla luce delle gravi carenze esposte, se sia in cantiere l’istituzione di quote minime percentuali di presenza di tutti gli strumenti musicali nelle scuole secondarie, ovvero di quote che garantiscano sull’intero territorio nazionale la presenza e la distribuzione di tutti gli strumenti;

se non ritenga opportuna l’istituzione di un organismo super partes di coordinamento nazionale che abbia lo scopo di garantire percorsi formativi professionalizzanti e la presenza di tutti gli strumenti nelle scuole a indirizzo musicale;

se non consideri, altresì, utile riconoscere ai conservatori, in sinergia con i provveditorati, il compito di monitorare, all’inizio di ogni anno scolastico, la situazione delle cattedre per ogni singolo strumento, allo scopo di attivare tempestivamente i corsi mancanti».

Anche al Parlamento Europeo si parla di Afam. Il deputato Angelo Ciocca (Lega Nord) ha infatti presentato il 26 luglio u.s. un’interrogazione alla Commissione Europea, ponendo l’accento sul problema del precariato e invitando a «intervenire urgentemente per sanare una situazione che crea solo precarietà e per tutelare un settore così importante come quello musicale che caratterizza l’Italia nel mondo».

 

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