La sen. Puglisi (PD) ha riferito ieri in VII Commissione in sede consultiva a proposito del DDL 2960 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020), in particolare della Tabella 7 relativa al Miur.

Ha descritto «sinteticamente le linee direttrici settoriali, tanto per Università e ricerca, quanto per Istruzione, precisando che per il primo settore, si propone di: perseguire la revisione del sistema dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM); caratterizzare ciascun ateneo, sostenendo i dipartimenti di eccellenza; potenziare il diritto allo studio; sostenere e qualificare la ricerca pubblica; coordinare l’attività dei diversi enti; potenziare l’interazione tra la ricerca pubblica e le imprese. In ordine al secondo settore, menziona i seguenti obiettivi: colmare i divari; consolidare gli investimenti, specie sulla formazione dei docenti; avviare il nuovo sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni; consolidare il sistema nazionale di valutazione, specie delle scuole; attuare tutte le attività connesse al Piano nazionale per la scuola digitale; avvicinare la scuola e il mondo dell’innovazione; riqualificare gli edifici scolastici, nell’ottica della sicurezza».

Nel corso della seduta pomeridiana il sen. Tocci (PD) è intervenuto in merito al parametro della Valutazione sulla qualità della ricerca (VQR), ritenendo indispensabile una riflessione. Si pronuncia infatti favorevolmente sulla valutazione, paventando tuttavia il rischio che essa, laddove svolta in modo non corretto, finisca per dare manforte alle posizioni ideologicamente contrarie. Afferma infatti che l’attribuzione di una premialità in termini di posti in organico per quegli atenei collocati nei livelli più alti della VQR finisce per creare una sorta di gerarchia, che aumenta il divario con le università più in difficoltà. Ritiene invece che la qualità media del sistema possa essere innalzata solo sostenendo chi si colloca in posizione peggiore, tenuto conto che il comparto universitario è attualmente sottodimensionato. Sollecita perciò a supportare gli atenei più in difficoltà, ferma restando la possibilità di introdurre dei correttivi, tra cui ad esempio la perdita dei finanziamenti se i ricercatori reclutati non raggiungono gli obiettivi prefissati.

Alle ore 17 di ieri era fissato il termine per la presentazione degli ordini del giorno e degli emendamenti.

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