Qui di seguito il resoconto della seduta odierna della VII Commissione, che ha visto la presenza della ministra Valeria Fedeli. Il tema era l’Affare Assegnato 1139, che raccoglie l’eredità del DDL 322 e connessi.

 

AFFARI ASSEGNATI

Affare relativo sulle modalità di attuazione della statizzazione degli istituti superiori musicali non statali e delle Accademie non statali di belle arti, nonché sulla piena attuazione della legge n. 508 del 1999 e sulla riorganizzazione dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) (n. 1139)

(Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all’articolo 50, comma 2, del Regolamento, e rinvio)

 

            Prosegue l’esame, sospeso nella seduta antimeridiana di ieri.

      La senatrice MONTEVECCHI (M5S) prende la parola sull’ordine dei lavori per domandare in che misura l’affare in titolo si relazioni con le norme in corso di approvazione presso la Camera dei deputati sul disegno di legge di bilancio. Sollecita infatti a chiarire l’utilità della procedura in esame rispetto alle esigenze del settore.

            Il PRESIDENTE dà la parola al relatore Martini, che potrà offrire un quadro di insieme rispetto alle sollecitazioni avanzate. Ringrazia poi il Ministro per aver assicurato la presenza nella seduta odierna.

Il relatore MARTINI (PD) dà anzitutto conto di un nuovo schema di risoluzione, pubblicato in allegato, precisando di aver arricchito il primo capitolo inerente le fasi del dibattito parlamentare con il richiamo alla risoluzione approvata dalla Commissione sulla musica (Doc. XXIV, n. 47). Ricorda infatti come alcuni contenuti di quella risoluzione siano confluiti prima nell’articolo 1, comma 181, lettera g), della legge n. 107 del 2015 e poi nel decreto legislativo n. 60 del 2017.

Illustra successivamente le ulteriori modifiche più sostanziali riferite anzitutto all’impegno n. 6 sui problemi del precariato, in cui si invoca anche una norma di rango primario, eventualmente nella legge di bilancio 2018, laddove non tutte le questioni trovino spazio nel regolamento sul reclutamento.

Fa presente altresì che l’impegno n. 19 sullo stato giuridico dei docenti del comparto AFAM è stato riformulato in maniera più precisa, mentre l’impegno n. 21 invita a valutare la possibilità di ripristinare la Direzione generale per l’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM).

Puntualizza comunque che lo scopo della procedura è dar seguito al lavoro svolto dalla Commissione soprattutto in merito ai disegni di legge nn. 322 e connessi, e, al contempo, indicare linee direttrici al Governo che dovrà materialmente procedere alla statizzazione, sulla quale non è previsto un parere parlamentare. La Commissione può così esercitare un ruolo ex ante di stimolo nei confronti dell’Esecutivo. Ritiene del resto che la presenza del Ministro in questa occasione testimoni l’interesse del Governo rispetto al tema.

Il senatore BOCCHINO (Misto-SI-SEL) invoca preliminarmente un chiarimento nella parte dispositiva laddove la Commissione impegna il Governo “entro i limiti delle disposizioni normative vigenti”. Reputa infatti che tale inciso contrasti con gli impegni successivi in cui, al contrario, si richiede l’introduzione di norme primarie.

Pur riconoscendo la bontà di alcune previsioni, rileva criticamente come ancora una volta venga attribuito un carattere di necessità al riordino, che avrebbe bisogno invece di tempi di discussione a suo avviso non compatibili con la procedura in esame.

Stigmatizza pertanto tale modo di procedere, ritenendo più utile intervenire nel disegno di legge di bilancio in discussione presso l’altro ramo del Parlamento, in quanto lo schema di risoluzione non impone vincoli cogenti. Non ravvisa infatti alcun richiamo al momento di avvio della statizzazione né alle modalità con cui verranno distribuiti i fondi tra gli Istituti che richiedono di essere statizzati. Fa notare altresì che alla Camera dei deputati sono stati presentati emendamenti sui Poli musicali che superano l’impostazione stessa del documento in esame, al punto che l’intera procedura rischia di essere un mero esercizio di stile.

Ritiene infine che il modo migliore per dare risposta ai precari sia attraverso disposizioni normative specifiche che bisogna avere coraggio di approvare, altrimenti si tratta solo di proclami. Si riserva di intervenire conclusivamente su altre questioni di dettaglio.

La senatrice MONTEVECCHI (M5S) giudica talmente grave il presupposto su cui l’affare assegnato è stato di fatto imposto alla Commissione, che risulta superfluo entrare nei particolari dello schema di risoluzione. Pur riconoscendo le buone intenzioni del relatore, sottolinea criticamente come dal 2014 la Commissione si stia occupando dell’AFAM, su cui è stata tuttavia persa l’occasione per una disciplina seria. Deplora altresì che il Senato in questi anni sia stato impegnato su argomenti a suo giudizio inutili, che hanno paralizzato i lavori senza consentire di affrontare ben altre tematiche.

Ritiene perciò che l’affare assegnato in titolo non possa realmente incidere, tanto più che non è possibile a suo avviso votare lo schema di risoluzione prima dell’approvazione della legge di bilancio in seconda lettura. Reputa conclusivamente che le lacune del settore permarranno, a dimostrazione che l’AFAM non era in realtà una priorità politica della maggioranza.

La senatrice Elena FERRARA (PD) ringrazia il relatore per aver accolto alcuni suggerimenti, con particolare riferimento alla risoluzione sulla musica. Rivendica infatti i risultati ottenuti in questi anni, tenuto conto che nel percorso formativo di base sono state create le condizioni per un rafforzamento dell’offerta formativa nel settore musicale. In proposito, ricorda che nel decreto legislativo n. 60 del 2017 almeno quattro articoli sono dedicati al tema, che ha peraltro un carattere trasversale. Rivendica altresì l’avvio di percorsi virtuosi dal Fondo unico per lo spettacolo (FUS), alla formazione, alla produzione culturale e musicale.

Fa presente comunque che i testi originari dei disegni di legge nn. 322 e connessi avevano ad oggetto esclusivamente la statizzazione e che solo in corso d’opera si è deciso di ampliare l’orizzonte di azione, aprendo all’intero comparto. Evidenzia altresì che il 50 per cento dei conservatori lavora con ragazzi che hanno meno di 18 anni e non sono dunque iscritti al segmento accademico.

Dopo aver citato l’articolo 15 del decreto legislativo n. 60, fa presente che anche tra gli operatori del settore è stata prospettata la possibilità di dettagliare le modalità dei processi in atto, come del resto è contenuto nello schema di risoluzione, parallelamente all’iter legislativo della legge di bilancio.

Il senatore TOCCI (PD), a fronte del lavoro intenso compiuto dalla Commissione, reputa utile e necessario giungere ad un esito attraverso l’approvazione di precisi indirizzi che potranno confluire nella legge di bilancio.

In merito allo schema di risoluzione, considerato che non si tratta di un testo normativo, si interroga sulla possibilità di indicare prospettive di lungo periodo delineando il punto di arrivo delle riforme. Afferma infatti che occorre collocare definitivamente il comparto AFAM nel sistema universitario e dunque si domanda se abbia ancora senso la ricostituzione del Consiglio nazionale per l’Alta formazione artistica e musicale (CNAM), in luogo invece di una sezione nuova all’interno del Consiglio universitario nazionale (CUN). Ulteriori tematiche di lungo respiro riguardano gli ordinamenti, i bienni e l’equipollenza dei titoli, che potrebbero trovare spazio nello schema di risoluzione. A tale ultimo riferimento, giudica uno svantaggio – specialmente nel confronto con l’estero – per i diplomati italiani che il loro titolo non sia assimilabile alla laurea.

Pone altresì un dubbio tecnico in merito alla paventata trasformazione della graduatoria ex legge n. 128 del 2013 da un bacino per supplenze a uno strumento che dà accesso a contratti a tempo indeterminato. Chiede perciò al Ministro se si tratti di una soluzione transitoria e se sia previsto un percorso normale di accesso, pur comprendendo le esigenze dei docenti inseriti in tale graduatoria.

La senatrice BLUNDO (M5S) condivide l’affermazione per cui lo schema di risoluzione andrebbe votato dopo l’approvazione della legge di bilancio. Deplora altresì come, ancora una volta, venga ingannato il settore senza che siano messe in atto soluzioni definitive, costringendo così gli operatori ad operare singolarmente.

Dopo aver sottolineato che le dimissioni del sottosegretario D’Onghia inducono ad una riflessione, ritiene che le misure finora disposte siano dei meri palliativi. Ribadisce quindi l’esigenza di affrontare prioritariamente la questione delle graduatorie e solo successivamente approvare lo schema di risoluzione.

Sollecita altresì a chiarire quali siano i soggetti che possono confluire nei Politecnici e a specificare con quali fondi si intendono sostenere le iniziative avanzate.

Il PRESIDENTE invita a tener conto delle positive ricadute del lavoro parlamentare, che ha finora consentito un sostegno finanziario per le Istituzioni a rischio di chiusura. Rivendica peraltro lo stanziamento di fondi ad hoc per la statizzazione, grazie al lavoro svolto da questo ramo del Parlamento.

Il ministro Valeria FEDELI ringrazia tutti i componenti della Commissione, invitando a non sottovalutare il lavoro, a suo giudizio straordinario, compiuto nella legislatura. Afferma infatti che gli operatori del settore hanno mostrato particolare interesse rispetto all’azione della Commissione, che ha preso in carico temi complessi, elaborando una visione di insieme. Concorda perciò sul fatto che la procedura in titolo consolidi i temi essenziali già trattati e offra al Governo suggerimenti utili e necessari per l’attuazione delle norme vigenti. Dà quindi atto alla Commissione di aver avviato un percorso importante, di cui terrà conto, condividendo i contenuti dello schema di risoluzione.

Sottolinea poi a sua volta come, grazie a questo ramo del Parlamento, siano stati reperiti i finanziamenti per la statizzazione rispetto alla quale condivide l’elaborazione di precisi criteri. Evidenzia infatti positivamente il collegamento di tale procedura con quanto è in via di definizione alla Camera dei deputati.

Comunica poi che il Governo presenterà un emendamento del disegno di legge di bilancio per affrontare il tema del precariato, tenuto conto che esso concerne figure professionali che da tempo svolgono funzioni qualificate. Ciò nella prospettiva di normalizzare il reclutamento, ponendo fine a situazioni improprie come evocato dal senatore Tocci.

Riferisce altresì che le disposizioni riguardanti il CNAM sono in dirittura d’arrivo e informa che entro gennaio si realizzerà la messa ad ordinamento dei bienni delle Istituzioni AFAM. Rileva del resto l’importanza di aver attuato compiutamente la delega sulla cultura umanistica, che impatta anche sulla musica. Comunica poi che il cosiddetto Piano delle arti diventerà operativo tra poco e sarà il punto di partenza per le conseguenti misure attuative.

Condivide conclusivamente la necessità di valutare gli scenari prospettati dal senatore Tocci circa la confluenza del comparto AFAM nel sistema universitario e l’esigenza di sciogliere il nodo del riconoscimento dei titoli.

Il seguito dell’esame è rinviato.

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