Ispirandosi evidentemente alla riorganizzazione territoriale augustea del 6-8 d.C, il Miur ha definito attraverso il recentissimo D.M. 14 tredici ambiti territoriali (ricordate http://www.docenticonservatorio.org/tredici-a-tavola/?) la cui gestione, relativamente al vaglio delle istanze di accreditamento dei bienni, sarà affidata, e solo per gli ISSM, agli istituendi CoTeCo (in realtà già istituiti: si tratta infatti semplicemente dei direttori delle Istituzioni ricomprese in un determinato ambito).

Di YukioSanjo - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28998531
Di YukioSanjo – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28998531

Di undici regiones e due province insulari racconta Plinio il Vecchio: come è facile notare si tratta di una concezione davvero assai simile a quella proposta oggi dal Ministero, impegnato nell’arduo compito per ben dodici anni.

A differenza del DM 124/2009, quello che definiva gli ordinamenti dei trienni, e che teneva conto dei previsti pareri del CNAM «sulla riorganizzazione dei percorsi didattici dei corsi di studio dei Conservatori di Musica», il DM 14 non nomina nemmeno in premessa la commissione per le valutazioni tecniche relative agli ordinamenti didattici dei corsi AFAM (quella nelle-more); cosa che invece avviene, e con citazione puntuale di un verbale, nel Decreto sui Bienni non abilitanti di didattica (ma la commissione-nelle-more, non essendo esattamente il CNAM, serviva appunto appena a valutare tecnicamente gli ordinamenti didattici delle singole istituzioni, non certo a definirli…).

Definitivamente sepolto parrebbe l’organo tecnico di rappresentanza.  Benché ancora in qualche modo talvolta rammemorato, se non altro per la sua assenza, relativamente all’accreditamento dei corsi triennali, alla questione dei Bienni sembrerebbe essere invece del tutto estraneo: la conformità all’ordinamento didattico viene verificata dal Ministero e tutte le altre verifiche sono di competenza di Miur e Anvur (art. 8, comma 1).

Tornando alle ricadute del DM 14, i nuovi ambiti ministeriali sono piuttosto disomogenei, sia come bacini (popolazione residente), sia come distribuzione dei 6605 studenti attualmente frequentanti i corsi biennali sperimentali (il dato tratto dal vecchio sito di statistica Miur si riferisce al 2016-2017), sia come rapporto tra i due dati. Qui stravince la Calabria, che può vantare una percentuale di studenti di biennio/popolazione residente dello 0,238‰ (anche se il dato è fortemente condizionato dai 222 iscritti a Musica, scienza e tecnologia del suono, rilasciato “congiuntamente” da Consorzio Politecnico Internazionale «Scientia et Ars» e Conservatorio di Vibo Valentia) mentre ultima è la Sardegna con lo 0,05‰, e la media nazionale è 0,13‰).

(Ricordiamo che i dati relativi agli studenti iscritti potrebbero essere lievemente sottodimensionati, in quanto secondo le indicazioni del Codice in materia di protezione dei dati personali vengono oscurati i valori che risultano inferiori a 3. In particolare questi valori vengono visualizzati come zeri).

 

Resta naturalmente da capire quali saranno i reali compiti e le reali prerogative dei CoTeCo, e soprattutto se le valutazioni di un CoTeCo relativo a un ambito territoriale “piccolo” seguiranno gli stessi criteri (quantitativi) di quelle affidate ai CoTeCo di aree più vaste, ad esempio sul tema «sostenibilità dell’iniziativa in riferimento al numero di studenti che si intendono iscrivere ai corsi accademici di secondo livello» (art. 6, comma 5, lettera a del DM 14).

 

1- continua

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